Cosa mettere in valigia?

Inverno. Freddo. Cappotti. Lavoro. Bambini. Scuola. Stress. Quotidianità. Responsabilità. Problemi. Routine.
Giorno dopo giorno ci troviamo a vivere almeno un paio di queste situazioni nelle lunghe e fredde giornate d’inverno, fino a quella sera, in cui torniamo a casa stanchi e distrutti dopo una giornata di lavoro, ci sediamo a tavola, ed ecco la domanda che cambia tutto: “dove andiamo quest’estate in vacanza?”.

Ed è li che il nostro cervello si attiva, e nella routine quotidiana entrano a far parte agenzie di viaggi, siti internet di hotel e voli, e la ricerca di un posto dove potersi rilassare dopo il lungo anno passato. E così passano i giorni, i mesi, e si aspetta impazientemente il momento della partenza, si fantastica sulla bianca spiaggia dove andremo, sull’aria di montagna che respireremo, o sull’itinerario da seguire per la città scelta per queste meritate vacanze. Passa il tempo ma eccoli lì, dietro l’angolo ad aspettarci, i giorni poco prima della partenza.

Ci si arriva carichi di aspettative, non si vede l’ora di partire, eppure, proprio lì, qualcosa cambia, ci si trova a dover pensare a mille faccende, a dover chiudere lavori e problemi personali, e c’è una cosa su tutte che reca stress, anche ansia alle volte: “ LE VALIGIE”! 

Diventano un pensiero fisso, costante, guardiamo quella valigia vuota, il nostro armadio, poi di nuovo la valigia, e il pensiero è sempre lo stesso: “cosa mi porto?”
Cosi cominciamo ad infilare dentro al nostro bagaglio tutto ciò che ci può servire, calcoliamo i giorni che staremo fuori per mettere un numero di cambi adeguato, cose leggere o pesanti in base alla meta scelta, e poi il classico: “e se fa freddo?” “e se fa caldo?” “ e se questo non lo porto e poi invece mi serve?” 

Quella valigia alla fine dei nostri pensieri è colma di roba, vestiti ed oggetti personali per stare fuori casa 6 mesi circa, e nella maggior parte dei casi alla fine torniamo facendo sempre la stessa battuta: “mi porto mezza casa, e alla fine uso sempre le solite tre cose”.

Ma è davvero solo una battuta questa? Davvero tutti quegli oggetti che decidiamo di portare sono esclusivamente “metti che poi mi serve”?

Le vacanze ed i viaggi sono separazioni, ci separiamo da una situazione conosciuta per affrontarne una nuova che, seppur molto bella, in alcuni casi può fare paura. 

Vi siete mai chiesti perché molto più frequentemente di quanto si pensi, quando si parte ci si trova a dover fronteggiare imprevisti, malanni o febbri improvvise che rovinano le vacanze o situazioni che in qualche modo rendono quella separazione da casa stress e ansia?

Forse la risposta non dobbiamo cercarla nella vacanza stessa, ma in tutto quello che succede prima.

E’ vero, l’anno è fatto di abitudini, stress, problemi, routine, ma anche di soddisfazioni e realizzazioni, sia personali che lavorative, e sono proprio queste le prime cose che dovremmo ricordarci di mettere nella nostra “valigia”. 

Quindi forse la domanda  giusta che dovremmo porci è: perché partiamo? Per scappare da tutto ciò che ci appesantisce durante l’anno, o per andare verso nuove situazioni, nuove avventure, nuovi incontri e anche, perché no, verso nuovi amori?

Se partire è solo uno scappare dallo stress, dal capo che ci assilla, dai bambini che fanno i capricci per qualsiasi cosa, quella “valigia” sarà riempita di rivalsa verso quel mondo che, per esempio, non ci fa incontrare il “principe” azzurro, che tradurremo nel portarci il vestito più sexy che abbiamo solo per apparire, o anche con la voglia di doversi divertire per forza oltre ogni eccesso, perché: “è l’unica settimana di vacanze che abbiamo e per forza deve andare tutto bene”.

Se partire invece fosse andare davvero verso un nuovo, importanti non saranno solo la meta scelta o gli oggetti che decideremo di portare, ma ancor di più il desiderio di andare verso tutte quelle nuove avventure e quei nuovi amori che poi ricordati potranno, una volta tornati alla routine, trasformarsi in risposta a quel capo che ci vessa, a quei bambini che urlano,  a tutti quei problemi che, prima di partire, ci sembravano insormontabili.

Nel ricordo di tutto ciò che abbiamo realizzato e che realizzeremo quindi, riusciremo anche a trasformare quel “metti che poi mi serve” in un “ho voglia di portare questo vestito perché ricordo quanto fu bella e divertente quella sera che l’ho messo”.

Siamo noi stessi la prima “valigia” da dover riempire, con il riconoscimento di tutti i traguardi e le crescite raggiunte durante l’anno, con tutti i desideri che siamo riusciti a realizzare, e sopratutto con quelli che ancora dobbiamo soddisfare, lasciando sempre uno spazio aperto verso il nuovo, verso ciò che incontreremo durante queste vacanze, verso ciò che riusciremo a vivere, ora potendo superare anche quelle febbri o imprevisti che prima rendevano le nostre vacanze un “incubo”.

“Cosa metto in valigia”? Me stesso, come prima cosa.

Ludovica Lazzerotti

Studentessa di Psicologia e Counselor in formazione

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