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Lorenzo Fontana
Psicologo Psicoterapeuta
Sono psicologo-psicoterapeuta e lavoro come libero professionista a Roma nelle sedi di Soave Sia il Vento.
Diventare psicologo non era il mio sogno fin da bambino, anzi, a dire la verità, sentire ed esprimere i miei sogni e i miei desideri era, all’epoca, estremamente difficile. Il mio percorso scolastico è stato caratterizzato da un turbinio di emozioni: ero in grado di collezionare elogi e voti alti ai quali facevano presto seguito voti pessimi e discussioni accese con i professori. L’unica costante era la passione per la storia.
A 18 anni, timido e insicuro, ma anche con la strafottenza di chi pensa di sapere tutto della vita, ho incontrato la persona che mi ha permesso di cambiare radicalmente prospettiva, il Dottor Carlo Lazzerotti, medico, psicologo medico e psicoterapeuta, con il quale ho iniziato un percorso di analisi personale psicodinamica che proseguo ancora oggi.
L’anno seguente volevo iscrivermi all’università ma avevo molti dubbi su quale facoltà scegliere. Psicologia non era tra le papabili. Mi sono fatto consigliare dai familiari e, con grande turbamento, incertezza e preoccupazione, mi sono iscritto a Economia per proseguire il lavoro di mia madre. Passo il test d’ingresso ma dopo poche settimane dall’inizio delle lezioni mi rendo conto che tale scelta non faceva per me. Ho concluso il primo semestre e ho lasciato l’università.
In attesa di chiarirmi le idee ho lavorato per una ditta che curava le aree verdi nei cantieri in costruzione. È stato proprio in una di quelle giornate, caratterizzate da fatica e futili discussioni tra operai, che ho ripensato al mio antico amore per la storia, un interesse che si era annebbiato in me fino a perderne il valore perché studiata scolasticamente perdeva di contenuto. Mancava di una conoscenza fondamentale: la storia dell’essere umano, della sua profondità, del suo mondo affettivo. Senza questo sapere non riuscivo a capire i corsi e ricorsi storici, il perché delle guerre, del potere, della supremazia dell’uomo sull’uomo. Queste dinamiche altro non sono che lo specchio dei conflitti interni che l’uomo ha vissuto fin dagli albori. Il rapporto di terapia, che realizzavo da anni, mi ha consentito di ritrovare la mia storia, ovvero di vedere e trasformare i miei conflitti in desideri. La confusione lasciava lentamente il posto a nuove possibilità di accettare le mie scelte. Ed è così che ho intuito la mia vera strada universitaria: Psicologia.
Dopo l’abilitazione, la ricerca della mia storia personale continua con lo studio della “Teoria della Nascita” di Massimo Fagioli che approfondisco ormai da 10 anni in gruppo e individualmente. Il desiderio di conoscenza di me stesso e degli altri non era ancora pienamente soddisfatto. Decido allora di partecipare anche alla supervisione di gruppo settimanale e al laboratorio di “Ricerca della Nascita” dove, attraverso l’interpretazione dei sogni, si ricercano le dimensioni vitali che il sognatore non sa più di possedere. Tutte attività condotte dal direttore dell’ente di formazione “Soave Sia Il Vento”.
Nel contempo inizio un’attività di tutoraggio e aiuto compiti rivolta a bambini e adolescenti con difficoltà e diagnosi dei disturbi dell’età evolutiva. In questo contesto ho potuto constatare l’importanza che riveste il rapporto umano nel veicolare conoscenze e teorie. Ragazzi arrabbiati, svogliati e con problematiche più o meno rilevanti, se incontrano chi li ascolta, chi si interessa, chi riconosce la loro unicità, perché a sua volta ha ritrovato la propria, possono trovare le loro capacità e possibilità credute perse.
In questi anni oltre all’attività di aiuto compiti, collaborando con l’ente “Soave Sia Il Vento” ho partecipato come tutor alla progettazione e all’erogazione di diversi progetti formativi, tra cui due corsi proposti dalla cooperativa Foncop. Il primo era indirizzato alle educatrici delle scuole dell’infanzia. Questa esperienza mi ha permesso di vedere le difficoltà che incontrano le educatrici nel rapportarsi con i bambini. Gli adulti erano esasperati e i bambini sempre più arrabbiati. Sembrava una situazione senza via d’uscita. Durante il corso, tenuto dal team di psicologi di Soave sia Il Vento, è emerso che le problematiche che le insegnanti vivevano con i bambini e con i relativi genitori erano le medesime che le stesse insegnanti avevano vissuto nella loro infanzia. Di nuovo corsi e ricorsi storici. Anche il solo focalizzare la problematica è stato d’aiuto per abbassare i conflitti e per riposizionare il focus sui bambini.
Il secondo corso è stato tenuto presso una clinica accreditata di Roma indirizzato al personale infermieristico, OTA e OSS. In questo caso ho osservato i conflitti interni al personale ospedaliero che sono d’ostacolo alla cura. La difficoltà maggiore è stata quella di far comprendere che le patologie corporee sono collegate inscindibilmente al malessere psicologico.
L’esperienza più significativa è stata quella che ho realizzato da psicologo, all’interno della scuola “La Scatola Magica”. Aiutavo un bambino con accessi di rabbia incontrollata a entrare in rapporto con i pari e con le educatrici. Il bambino dopo sei mesi quando cominciava ad aprirsi al rapporto, purtroppo, è stato tolto dalla scuola. È stato in questo caso che ho fatto una profonda riflessione: ma è corretto aiutare un bambino senza coinvolgere i genitori nel processo di cura? Oggi risponderei che nella migliore delle ipotesi non serve a molto.
Per questo mi iscrivo alla scuola di psicoterapia psicodinamica in ambito evolutivo. Qui ho avuto l’ulteriore conferma che genitori e bambini debbano seguire un percorso congiunto anche se in setting diversi.
Oggi sono docente del corso “Questione di Pancia o di Testa?” che, tenuto da un team di professionisti di diversa formazione, propone un approccio al paziente basato sulla cura della persona e non del singolo organo o sintomo. Un corso che promuove una prassi di lavoro sempre più impegnata a prendere in considerazione non solo le problematiche e le patologie dei pazienti ma anche quelle dei sanitari. Per fare squadra tra professionisti diversi è indispensabile curare la nostra salute mentale e fisica, altrimenti diventeremo solo dei “distributori automatici” di terapie.
Invece è necessario curare chi cura e poi incrociare sapere ed esperienza. Ritroviamo la storia della salute. Il libro, tratto dall’omonimo corso, a cui ho partecipato come coautore, nasce con l’obiettivo di divulgare questa prassi umana e professionale. Solo così curare è possibile.
