Susanna Fiorello
Medico specializzato in gastroenterologia
Sono medico specializzato in gastroenterologia e il mio percorso non è stato né semplice né lineare.
Quando da bambina mi chiedevano: “Cosa vuoi fare da grande?”, rispondevo sempre: “Voglio fare il medico”, senza sapere davvero cosa questo significasse. Terminato il liceo, mi sono iscritta alla Facoltà di Medicina e Chirurgia presso Sapienza Università di Roma, dove mi sono laureata nel 2001.
La scelta della specializzazione ha rappresentato un momento cruciale della mia formazione, fino all’incontro decisivo con il mio mentore e relatore: una persona capace di trasmettere passione e amore per ciò che insegnava, la gastroenterologia.
L’inizio della professione come medico di pronto soccorso è stato tanto impegnativo e difficile quanto determinante per la mia crescita professionale. Un ambiente caotico che richiede intuizione, rapidità diagnostica, tempestività terapeutica e la capacità di gestire contemporaneamente più pazienti. Mi spaventava persino l’idea che i pazienti potessero riporre fiducia nel mio essere medico, mentre io stessa mi sentivo ancora una studentessa.
Nel corso degli anni, mentre le mie conoscenze mediche si consolidavano e si ampliavano, mi sentivo sempre più in grado di esercitare la professione. Tuttavia, il contatto quotidiano con il dolore, la paura, la rabbia e, talvolta, con la morte rendeva le mie giornate emotivamente molto difficili: spesso mi sentivo appesantita, svuotata e arrabbiata.
È iniziato così un periodo di profonda crisi che mi ha portata a intraprendere un percorso di psicoterapia personale presso “Soave Sia il Vento”, inizialmente con l’obiettivo di riuscire semplicemente a lavorare meglio. Questo percorso ha rappresentato una svolta fondamentale, arricchendomi non solo professionalmente, ma soprattutto come essere umano. Ho compreso quanto, nella mia vita e nella mia professione, avessi sottovalutato lo stato d’animo delle persone, limitandomi spesso a rispondere ai sintomi e alle patologie senza riuscire davvero a vedere la persona che li esprimeva.
Da quel momento, la mia vita personale e professionale si è profondamente trasformata e arricchita. A “Soave Sia il Vento” ho incontrato colleghi di diverse professionalità — psicologi, psicoterapeuti, nutrizionisti, fisioterapisti e osteopati — con i quali collaboro attivamente dal 2022 alla progettazione ed erogazione del corso “Questione di pancia o di testa?” e alla stesura dell’omonimo testo, pubblicato nell’ottobre 2025.
Lavorare in un’équipe multidisciplinare richiede un confronto continuo tra professionisti con formazioni differenti, ed è stata un’esperienza fondamentale perché mi ha permesso di acquisire una nuova prospettiva: mettere al centro della cura il paziente con la sua storia, cogliendo il significato sotteso al sintomo, unico e specifico per ogni persona. Ho potuto approfondire e constatare l’importanza delle connessioni mente-corpo, evitando di frammentare il paziente o ridurlo a un mero organo o sintomo. Inoltre, il lavoro in team mi ha consentito di riconoscere le molteplici sfumature delle patologie e il modo personale con cui ogni individuo le vive ed esprime.
Il mio percorso di studio, crescita personale e professionale mi permette oggi di essere un medico che considera il paziente nella sua totalità: corpo, mente e mondo affettivo.
