Edizione straordinaria: abbiamo ri-scoperto che Babbo Natale esiste!

Proprio così. Quell’uomo panciuto, vestito di rosso e con la barba bianca, che secoli fa rispondeva al nome di San Nicola, protettore dei bambini, e che oggi chiamiamo Babbo Natale esiste davvero.

Tutti noi, quando pensiamo al natale, non ricordiamo i regali o il menù del cenone, ma ricordiamo il calore, l’odore di abete e di mandarino sbucciato, e sopratutto le persone e gli affetti che passano e passavano con noi questa giornata di nascita e di magia. Ed è proprio in tutto questo che trova spazio l’esistenza di Babbo Natale, poiché quando diventiamo grandi quel personaggio di fantasia si esprime nel nostro mondo affettivo, quel mondo fatto di desideri, sogni, fantasia e realizzazione profonda di noi stessi.

IMG_9298Tutto questo è possibile poiché da bambini, impazienti e divertiti, aspettavamo, la notte della vigilia, Babbo Natale, chiedendoci se fossimo stati abbastanza buoni e se avremmo davvero ricevuto ciò che era scritto in quella letterina colma di desideri e speranze. Vivendo nella fantasia di questo personaggio che non rappresenta altro che la possibilità di realizzare i nostri sogni. I bambini insegnano che è facile aspettare l’arrivo di Papà Natale, molti di loro giureranno di averlo visto sulla slitta trainata da renne mentre consegna regali e doni, questo perché negli occhi dei bambini c’è la meraviglia, e quel mondo di fantasia, mondo da cui tutti noi veniamo, ma che molto spesso crediamo di aver perduto. Contrariamente a quanto si pensi infatti, Natale non è solo la festa dei bambini, ma è anche, e sopratutto, la festa di tutti quegli adulti che non hanno dimenticato il loro mondo di fantasia e che non vedono la letterina dei figli solo come la voglia di ricevere l’ultimo gioco in commercio.

Ma quando quegli occhi colmi di meraviglia e fantasia diventano occhi chiusi, si crede di avere perduto il contatto con quella parte che è in grado di credere anche, e soprattutto, a ciò che non si vede, quella parte che appartiene a ciascuno di noi, poiché fatta di desideri ed affetti.

Ed è per questo che da più di duemila anni si parla di questo personaggio: poiché rappresenta il mondo affettivo, il ricordo di quei genitori, nonni o zii che ci hanno dato calore, affetto, partecipazione, e che da adulti tradurremo per i nostri bambini in Babbo Natale, ovvero la capacità innata in ciascuno di noi di credere, realizzare i desideri e vivere rapporti validi affettivi; quella magia di poter vivere rapporti veri, autentici e che vanno oltre l’oggetto materiale regalato.

Tutto questo farà si che, quando passeranno gli anni e quei bambini diventeranno adulti e smetteranno di credere in Babbo Natale, ci sia qualcuno che possa dire: “No, io voglio crederci ancora!”, e che bello sarebbe se quel qualcuno potesse essere un adulto, che non ha perso la possibilità di desiderare e che quindi può far volare la fantasia, leggere le favole e crederci ancora.

Babbo Natale esiste negli adulti validi che, come Babbo Natale, realizzano i desideri dei e con i bambini. Esiste poiché rappresenta i desideri, le speranze, e, in una parola, gli affetti.
E anche se è difficile ritrovare la forza di credere in qualcosa a cui per anni abbiamo rinunciato, non è impossibile. Se ci riescono i bambini, possiamo farlo anche noi!

Allora quest’anno forse, potremmo anche noi scrivere una letterina…

Caro Babbo Natale,
vorrei che anche gli adulti possano risvegliare dentro di loro quel bambino, possano mandare via la paura di dire che le favole e la fantasia sono realtà, possano ritrovare la forza di condividere il senso profondo del Natale con i bambini, credendo di nuovo in te e in quello che tu rappresenti.

Il desiderio più grande è che un altro adulto ancora possa desiderare di nuovo una vita carica di affetti.

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